Come disintossicare un bambino dai videogiochi

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Come disintossicare un bambino dai videogiochi

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Sono molti i genitori che si preoccupano per l’abitudine dei propri figli adolescenti di trascorrere ore e ore di fronte ai videogiochi

Quando li vedono incollati al joystick, vengono presi dallo sconforto e dalla sensazione di non riuscire a proteggere i propri figli. Contesti che vengono vissuti come frustranti, dolorosi. Non sanno come comportarsi e sono impensieriti dall’atteggiamento ostile dei figli quando provano a staccare la spina del gioco elettronico.

Hanno paura che possano diventare dipendenti e, che, influenzati dalle immagini di violenza contenute in alcuni giochi, arrivino a modificare condotta, carattere e stato d’animo. Ci sono mamme che vietano ai loro figli di giocare con il telefonino e di usare tablet, facendoli rimanere “fuori” dalle dinamiche degli altri bambini.

Stare o meno al passo con i tempi?

Questa la domanda che spesso ci si pone. L’Accademia Americana dei Pediatri ha affermato che telefonini, tablet, e quant’altro non danneggiano la crescita della persona se usati con moderazione e co accortenzza. I risultati di vari studi sostengono che l’età prescolare sia un periodo basilare per educare sia i bambini sia i loro genitori a limitare il tempo dedicato alla tecnologia e a incoraggiare l’attività fisica all’aria aperta. Un gruppo di ricercatori si è concentrato sui bambini in età prescolare (dai 3 ai 5 anni) per cercare di capire se vi siano associazioni tra il tempo trascorso davanti allo schermo e l’esordio di problemi comportamentali.

Hanno determinato la soglia limite per i bambini in età prescolare, evidenziando che con più di 2 ore al giorno davanti agli schermi aumenta il rischio di sviluppare “disturbi del comportamento”. Viceversa, hanno verificato che più tempo i bambini passano a praticare attività sportive o artistiche, meno possibilità hanno di sviluppare disturbi.

Tuttavia, non si deve biasimare la tecnologia, ma incentivare il bambino a un uso responsabile e a intervallare il tempo trascorso davanti agli schermi con giochi insieme a coetanei, in modo che possa entrare in contatto con emozioni, empatia e nuove esperienze creative. La valenza positiva o negativa della tecnologia nella crescita dei bambini dipende, dunque, dalla qualità e dai contenuti, oltre che dal tempo che trascorrono davanti al video.

Come disintossicare un bambino dai videogiochi: i consigli degli esperti

Tutti gli specialisti concordano sul fatto che l’uso dei videogiochi negli adolescenti non è nocivo, come troppo spesso si crede. Anzi, può favorire una serie di abilità cognitive, come il problem solving (risoluzione dei problemi), etc. Un uso adeguato dei videogiochi può far parte, tranquillamente, della crescita di un bambino. Se riesce a portare a termine i compiti e le attività extrascolastiche, pratica attività sportive e ha relazioni amicali non virtuali, non ci si deve preoccupare del tempo che un figlio passa davanti alla consolle.

Può rappresentare una semplice passione, un piacevole passatempo. C’è da chiarire che non ci si trasforma in esseri violenti a causa di un videogioco. Soltanto in caso di abuso eccessivo, quando il gioco diventa compensatorio e distoglie dalla realtà, può determinare una condotta aggressiva. Ovverosia, quando ci sono già altri problemi psicologici o siamo davanti a una psicopatologia.

Cosa si cela dietro la dipendenza ai videogiochi?

Dietro alle dipendenze c’è sempre un importante problema emotivo di fondo. Ci sono altre variabili che interferiscono e vanno a condizionare la condotta.
L’abuso irrefrenabile dei videogiochi è la punta dell’iceberg di una difficoltà più profonda, non la “causa” del problema. Bisogna indagare cosa si cela dietro a tali comportamenti, quali sono i disagi che i figli cercano di supplire, giocando e ricercando sensazioni per scaricare tensioni ed evasione dalla realtà.

Quali sono i campanelli di allarme?

Ci sono vari segnali che ci possono mettono in guardia per capire se nostro figlio vive una dipendenza da tablet, smartphone o videogiochi.
In caso di difficoltà a tenere sotto controllo la frequenza dedicata al gioco, occorre fare attenzione all’affiorare di avvisaglie che possono indicare una dipendenza, scaturita da quei cambiamenti che mutano il loro umore e il loro modo di fare.

I ragazzi potrebbero isolarsi dal mondo reale, attraverso la creazione di ambienti mentali virtuali, diventare insensibili, ansiosi e irascibili, soffrire d’insonnia, sentirsi sempre stanchi, andare in collera quando i genitori bloccano il gioco, trascurare lo studio, evitare sport e relazioni amicali, lamentare mal di testa, mal di schiena e disturbi alla vista.

Come agire per disintossicare un bambino dai videogiochi?

Non si può vietare totalmente la tecnologia (sia per i bambini, ancora di più per gli adolescenti) ma semmai bisogna promuovere e stimolare l’utilizzo di programmi di qualità, come il telegiornale per i ragazzi, i programmi e i documentari che trattano temi di storia, di geografia e scienze naturali; ci sono anche alcune APP o videogiochi ben fatti che si propongono obiettivi cognitivi, logici e linguistici.

Sul piano educativo, bisogna cercare di non diminuire i momenti dedicati alla comunicazione e all’ascolto, allo scambio di opinioni e di idee, alla presentazione dei problemi personali. Risulta importante, quindi, organizzare per i ragazzi attività alternative.

Le regole per i bambini più piccoli:

Si devono indirizzare i figli fin da piccoli verso comportamenti corretti. Educare i bambini dando loro regole e limiti è fondamentale per una crescita sana. Basta trovare le giuste strategie nel rispetto di tutti, senza restare passivi o indifferenti di fronte ai primi segnali di dipendenza.

Alcuni principi chiave per disintossicare un bambino dai videogiochi

MONITORAGGIO E CONTENUTI

Introdurre regole da rispettare. I limiti vanno messi, senza drammatizzare, su argomenti violenti e a sfondo sessuale. Vietare senza remore tutti i giochi o i filmati che si pensa siano troppo violenti. Argomentare sempre la motivazione delle vostre scelte. Inoltre, mai usare tablet o videogiochi come “babysitter”, facendo giocare i piccoli da soli per tenerli buoni, per ore e ore, senza accertarsi di cosa stiano facendo.

CONDIVISIONE DEGLI INTERESSI

I genitori giocano poco con i loro bambini e ancora di meno con i propri ragazzi e non sono informati sugli eroi dei videogiochi amati dai figli. E’ opportuno interessarsi al rapporto dei figli con la tecnologia. Il genitore deve dialogare con il figlio e condividere le sue passioni, chiedendo di poter giocare con lui. Giocando insieme e scegliendo con loro il videogioco si può intuire se la loro è una semplice forma di divertimento. Successivamente, si può proporre e condividere qualche alternativa: un film, una passeggiata, una lettura, ascoltare buona musica.

IL TEMPO E I VIDEOGIOCHI

Decidere l’orario di utilizzo insieme a loro, mettendo, magari, una sveglia davanti allo schermo, e spiegando che molte ore davanti al PC o alla consolle danneggia la salute. Non essere sempre rigidi e valutare se costringerli con la forza a interrompere un gioco: magari stanno concludendo una partita con il loro punteggio record e questo li convincerebbe di aver subito una grossa ingiustizia.

Vietare l’uso notturno, in quanto il videogioco interferisce con la qualità e la quantità del sonno e, quindi, potrebbe compromettere la qualità della vita e la capacità di concentrazione. Meglio sarebbe non lasciare il videogioco nella stanza durante la notte, stabilendo che non è il luogo giusto per i videogiochi.

PRIMA IL DOVERE E DOPO IL PIACERE

Sancire con il bambino un patto esplicito e chiaro: i compiti sono la priorità e non devono essere svolti in modo sbrigativo per poter andare a giocare; stabilire un orario fisso da dedicare allo studio e ai videogiochi e scriverlo su un mini cartellone appeso sulla scrivania.

ORGANIZZARE GIOCHI DI SQUADRA

Consigliate ai vostri figli videogiochi che prevedano la partecipazione di più persone. I bambini si divertono a giocare in gruppo, a battersi e a impegnarsi per far vincere la propria squadra. I giochi di squadra, importanti momenti di socializzazione, si possono organizzare in diverse occasioni, tra fratelli, cugini e amici.

Creare relazioni sociali per disintossicare un bambino dai videogiochi

Per concludere, se volte disintossicare un bambino dai videogiochi è utile spronarlo a organizzare occasioni per uscire di casa e interagire con i coetanei fuori dal mondo virtuale. I contatti umani, da dietro uno schermo, sono limitati, una specie di filtro per un ambiente sicuro e protetto. Le relazioni tecno-mediate non devono mai sostituire quelle fisiche. Non tralasciare di informarli sui rischi legati al web; mai comunicare dati personali e mai accendere la webcam per far vedere la casa e se stessi.
E’ la misura a fare la differenza, quindi, non è il videogame che ci deve spaventare. La tecnologia fa parte della nostra vita, dobbiamo pensare a come guidare i nostri figli, integrandola in modo salutare.


Dott.ssa Silvia Bassi
Psicologa Clinica e Scolastica, esperta in Neuropsicologia dell’età evolutiva

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