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Difficoltà di apprendimento e ansia: quale relazione?

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Bambini e ragazzi con disturbi specifici di apprendimento (DSA) spesso mostrano più ansia rispetto agli studenti che non hanno difficoltà di apprendimento

I sintomi di ansia legati alle performance scolastiche variano tra gli studenti. Bambini e ragazzi con disturbi specifici di apprendimento (DSA) spesso mostrano più ansia rispetto agli studenti che non hanno difficoltà di apprendimento.

I bambini e gli adolescenti con DSA presentano spesso un comportamento ansioso nel contesto scolastico: si sentono spesso imbarazzati quando chiamati a leggere ad alta voce, a rispondere alla domande in classe e a partecipare alle attività scolastiche in genere e si preoccupano generalmente in modo eccessivo per le loro performance scolastiche.

Tutti questi sintomi sono genericamente associati alla prima diagnosi di DSA, mettendo in ombra invece la presenza di una sintomatologia ansiosa cooccorrente. Potrebbe invece essere possibile che alcuni bambini con DSA presentino già, prima della diagnosi del disturbo, una sintomatologia ansiosa e la presenza dei DSA non farebbe che esasperare questa situazione di partenza, innescando un circolo vizioso in cui fallimenti scolastici e ansia si autoalimentano.

Difficoltà di apprendimento e autostima

I bambini e i ragazzi con DSA presentano frequentemente vissuti di insuccesso scolastico che spesso finiscono per compromettere non solo la carriera scolastica, ma anche lo sviluppo della personalità e un adattamento sociale equilibrato (Vogel, 1990; Stringer et al., 1999).

L’autostima ha un impatto pervasivo sulle emozioni, sulla cognizione, sul comportamento e sulla motivazione della persona (Campbell, Lavallee, 1993). La valutazione che gli individui hanno di sé stessi e delle proprie competenze sono aspetti vitali che possono influenzare il benessere psicologico generale. L’autostima non è importante solo per i risultati scolastici, ma per lo sviluppo personale e per il benessere generale dell’individuo.

Gli studenti con DSA sembrano essere a maggior rischio di bassa autostima perché sperimentano molte difficoltà a scuola, sia in termini di performance scolastica, che in termini di accettazione dei compagni (Marcal, 1992; Martinez &Semrud-Clikeman, 2004).

Difficoltà di apprendimento, ansia sociale e fobia scolastica

Secondo Cowden (2010) gli studenti con DSA sperimenterebbero in maggior misura rispetto ai compagni ansia sociale. L’ansia sociale ha diversi livelli di gravità e può impedire un corretto processo di apprendimento. Essa si manifesta con timidezza, diffidenza, apprensioni, mancanza di fiducia in sé stessi e assenza di assertività.

I bambini con ansia sociale provano un intenso timore nel parlare e interagire con i propri coetanei, per cui tendono ad evitare il contatto sociale. L’ansia sociale può persistere in adolescenza e durante l’intera esistenza di un individuo.

Un’altra problematica che si manifesta nell’ambito scolastico, è la fobia scolastica (Cornoldi, 2007). La fobia scolastica secondo uno studio di Chilityo e Wheeler (2006) è una vera e propria avversione verso la scuola e il bambino prova emozioni negative legate ad alcune componenti dell’ambiente scolastico (i compagni, i docenti, la valutazione). Si distingue dall’ansia in quanto ha elementi più diffusi, irrazionali e profondi, a volte non riconducibili all’ambiente scolastico. La fobia scolastica, se non trattata, può portare a forme gravi di isolamento e depressione.

Abbiamo ormai diverse evidenze empiriche che la comorbidità con problemi psicologici ed emotivi è caratteristica rilevante nei DSA . La presenza di un disturbo aggiuntivo può modificare ed aggravare il quadro clinico del DSA ed è quindi fondamentale indagare e comprendere la natura di queste comorbidità (Margari et al., 2013).

Cosa possono fare i genitori di bambini e adolescenti che manifestano queste difficoltà?

Molto spesso, prima di arrivare alla consapevolezza di queste problematiche, le famiglie vivono un periodo molto difficile: i ragazzi vengono rimproverati o puniti, costretti a ripetizioni nei compiti con il risultato di alimentare il loro senso di inefficacia rispetto alle aspettative scolastiche e familiari deluse; spesso si incrinano irrimediabilmente i rapporti tra la famiglia e l’istituzione scolastica.

E’ importante, quindi, rivolgersi a specialisti esperti che possano valutare attentamente tali difficoltà e programmare un progetto di trattamento. L’identificazione di queste difficoltà e la presa in carico precoce di tali bambini sono, infatti, tra i fattori prognostici positivi e gli unici che possono evitare ai ragazzi e alle loro famiglie frustrazioni e attriti responsabili di un pessimo clima familiare e scolastico.

Dott.ssa Silvia Bassi
Psicologa Clinica e Scolastica, esperta in Neuropsicologia dell’età evolutiva

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