Dire ai bambini che Babbo Natale non esiste?

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Dire ai bambini che Babbo Natale non esiste?

Dire ai bambini che Babbo Natale non esiste

E’ giusto dirlo o è meglio tacere questa verità? Risponde la dott.ssa Bassi

Sono moltissimi i genitori che raccontano ai loro bambini che, la vigilia di Natale, a distribuire i doni è Babbo Natale, un anziano signore, barbuto e in sovrappeso, vestito con giacca, pantaloni rossi e il famosissimo cappello.

Un personaggio presente nella tradizione natalizia della civiltà occidentale, oltre che in America, in Giappone e in alcune zone dell’Asia orientale.
Molti sono convinti che sia un’innocente bugia utile a coltivare la fantasia infantile.

Non sono rari però quelli che si sentono turbati all’idea di “ingannare” i propri figli, temendo che quando scopriranno la verità penseranno di essere stati ingannati. Altri ritengono che per far sviluppare un pensiero critico e razionale non si può chiedere ai bambini di credere a questa storia, in quanto equivarrebbe a un invito a essere creduloni.

Intervista ai bambini che hanno smesso di credere a Babbo Natale

Molte ricerche psicologiche effettuate sull’argomento hanno ottenuto risultati rasserenanti. Sono stati intervistati campioni di bambini tra i 6 e i 7 anni che avevano smesso di credere a Babbo Natale.

Quasi tutti hanno reagito con serenità, affermando di aver fiutato un po’ alla volta la finzione. Hanno rivelato pure che quando hanno scoperto l’inesistenza di Babbo Natale non ci sono rimasti male.

Sono, invece, i genitori a dispiacersi, nel “dire ai bambini che Babbo Natale non esiste”, avvertendo malinconia nel momento in cui i loro bambini smettono di crederci.

Secondo altri studi scientifici, solo un basso numero di bambini resta contrariato quando scopre che Babbo Natale non esiste. Lo psicologo statunitense John Condry, nel suo studio, ha intervistato centinaia di bambini e nessuno di loro ha dichiarato di nutrire rabbia nei confronti dei genitori, dopo aver scoperto la verità su Babbo Natale.

L’esistenza di Babbo Natale non concorre a far diventare i bambini creduloni

I bambini sono quasi tutti convinti che questa storiella fa parte della categoria delle bugie bianche. Infatti, la letteratura scientifica afferma che già all’età di 3 anni i bambini riescono a diversificare le “bugie buone” dalle “bugie cattive”.

In alcune ricerche i bambini facevano “finta” di essere felici quando veniva loro consegnato un regalo non gradito, sfoderando sorrisi smaglianti: riferivano di raccontare “bugie bianche” per non far rimanere male il benefattore.

In definitiva, c’è unanimità nel ritenere che l’esistenza di Babbo Natale non concorre a far diventare i bambini creduloni.

I genitori possono, dunque, stare tranquilli: i bambini perdonano volentieri la favola natalizia, perché non la considerano una menzogna, ma una finzione, un gioco. Non solo, sono felici di trovare i regali sotto l’albero, anche se non credono più a Babbo Natale.

Dott.ssa Silvia Bassi
Psicologa Clinica e Scolastica, esperta in Neuropsicologia dell’età evolutiva

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Credits: foto di sobima da Pixabay

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