Quali sono i problemi di apprendimento nei bambini?

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Quali sono i problemi di apprendimento nei bambini?

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Sono sempre più frequenti le preoccupazioni dei genitori che hanno figli con basso rendimento scolastico. Ci sono alcuni elementi distintivi da valutare e che possono farci capire come affrontare tali difficoltà.

E’ importante analizzare le motivazioni dietro le difficoltà scolastiche dei bambini poiché non esistono bambini che vanno male a scuola per pigrizia!

Nel caso di suo figlio, bisognerebbe approfondire le motivazioni sottostanti la pigrizia e la scarsa concentrazione ed esaminare, attraverso un’appropriata valutazione neuropsicologica, se sussistono difficoltà specifiche (es: disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), disturbo da deficit di attenzione e di iperattività (ADHD), presenza di un disturbo emotivo e comportamentale, etc).

La diagnosi non deve essere usata come etichetta (es: “Mio figlio è iperattivo, non ci riuscirà mai”), ma come strumento per capire di cosa ha davvero bisogno.

Una volta identificate le problematiche del bambino e il suo stile di apprendimento, insieme agli specialisti, sarà possibile stabilire obiettivi e strategie da utilizzare per favorire l’autonomia nello studio.

Ci sono segnali per capire se un bambino ha problemi di apprendimento?

Quando si sospetta che qualcosa non va nelle abilità di lettura, di scrittura o di calcolo si possono osservare, alcuni di questi problemi di apprendimento:

  • Difficoltà nelle prime fasi di apprendimento della lettura e della scrittura.
  • Difficoltà a memorizzare sequenze (mesi, giorni, ordine alfabetico).
  • Lentezza nell’acquisizione del codice alfabetico e della corrispondenza grafema/fonema.
  • Lettura lenta e con errori (salti di riga, ripetizione di riga, confusione tra grafemi p/b/d; a/e/o; u/n; m/n).
  • Difficoltà nell’utilizzo dello spazio pagina.
  • Scrittura speculare di grafemi e numeri.
  • Errori fonologici della scrittura (inversioni, sostituzioni, omissioni, intrusioni).
  • Difficoltà grafomotorie.
  • Difficoltà di calcolo a mente entro il 10.
  • Lentezza ed errori nella enumerazione all’indietro da 20 a 0.
  • Difficoltà nella lettura e scrittura dei numeri a una cifra.
  • Difficoltà a memorizzare le procedure delle operazioni aritmetiche.
  • Quando, invece, si ha il sospetto che vi siano difficoltà nell’attenzione, si possono osservare, ad esempio:
  • Scarsa cura per i dettagli e tendenza a commettere errori di distrazione.
  • Difficoltà nel seguire le istruzioni e non portare a termine le attività.
  • Difficoltà a organizzarsi, tendenza a evitare attività che richiedono attenzione prolungata (es. compiti) e facile distraibilità da stimoli esterni.
  • Tendenza a perdere gli oggetti e a dimenticare cose abituali.

Nel caso si nutrono dubbi sul fatto che un bambino/ragazzo abbia specifiche difficoltà è necessario richiedere una valutazione specialistica.

La diagnosi deve essere fatta da specialisti esperti, mediante specifici test. Per tale valutazione ci si può rivolgere alla propria ASL di appartenenza (Servizio di Neuropsichiatria Infantile o Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile o di Neuropsicologia), oppure a specialisti che svolgono privatamente la libera professione.

Cosa fare se viene diagnosticato un disturbo specifico dell’apprendimento?

Se viene diagnosticato, ad esempio, un disturbo specifico dell’apprendimento, i genitori devono consegnare la certificazione ottenuta alla Scuola; è compito delle Scuole, di ogni ordine e grado, fornire gli appositi strumenti compensativi (mezzi di apprendimento alternativi e specifiche tecnologie informatiche) e strumenti dispensativi (ad es. esonero dalla lettura ad alta voce o tempi più lunghi per le prove in classe) affinché l’alunno venga messo nelle condizioni di imparare come tutti gli altri.

I genitori possono partecipare alla stesura del Piano Didattico Personalizzato (PDP), che consiste semplicemente nella messa a fuoco delle esigenze specifiche dello studente e nella conseguente scelta degli strumenti e delle modalità di apprendimento per lui più idonee.

Sia la scuola sia i genitori in questa fase possono avvalersi anche della competenza di specialisti esterni.


Dott.ssa Silvia Bassi
Psicologa Clinica e Scolastica, esperta in Neuropsicologia dell’età evolutiva

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