Adolescenza

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Adolescenza

L’adolescenza è quella fase del ciclo di vita che si colloca tra gli 11 ed i 20 anni. L’individuo in questo delicato periodo della propria crescita acquisisce una serie di competenze personali, relazionali e cognitive che gli permetteranno se ben sviluppate di svincolarsi dalla famiglia di origine ed aprirsi al mondo esterno. Oltre a questo significato del termine adolescenza ve ne è un altro più squisitamente psichico, come modalità ricorsiva della mente i cui tratti (incertezza, ansia per il futuro, bisogni di libertà e di rassicurazione, istanze pulsionali a volte irrefrenabili) possono ricorrere più volte nell’esperienza della vita, anche in età anagrafica adulta. In entrambe le accezioni, il nucleo semantico e simbolico dell’adolescenza è rappresentato dal concetto di “trasformazione”.

Quali sono i disturbi tipici dell’adolescenza?

Diverse ed articolate sono le problematiche psicologiche che possono insorgere durante l’adolescenza come ad esempio:

Disturbi dell’umore: l’adolescenza è un periodo di passaggio in cui i ragazzi e le ragazze sono particolarmente vulnerabili a problematiche come la depressione e il disturbo bipolare. Questi disturbi possono manifestarsi attraverso sentimenti di tristezza, irritabilità, perdita di interesse per le attività che solitamente piacciono, mancanza di energia e difficoltà a dormire.

Disturbi d’ansia: l’ansia è un’altra condizione comune durante l’adolescenza e può manifestarsi sotto forma di disturbi d’ansia generalizzata, disturbi d’ansia sociale, fobie specifiche o disturbo da attacchi di panico.

Disturbi dell’alimentazione: Le ragazze in particolare possono sviluppare disturbi dell’alimentazione, come l’anoressia nervosa o la bulimia. Questi disturbi possono essere pericolosi per la salute fisica e mentale.

Disturbi del comportamento: alcuni adolescenti possono manifestare comportamenti disadattivi, come la delinquenza, l’uso di droghe o l’alcolismo. Questi comportamenti possono essere il risultato di problemi di famiglia o di difficoltà scolastiche.

Disturbi della personalità: in questa fase alcuni dei disturbi della personalità pià frequenti sono il disturbo borderline e il disturbo narcisistico di personalità che possono influenzare la capacità di un adolescente di relazionarsi con gli altri e di gestire le proprie emozioni.

Altra problematica di grande rilevanza in questo periodo è costituita dal bullismo, che ultimamente con l’ausilio delle nuove sofisticate tecnologie sfocia nel cyberbullismo ed è causa di gravi conseguenze nella psiche dell’adolescente talvolta sfociate in gesti estremi come il suicidio.

Come si può intervenire sui disturbi dell’adolescenza?

Diverse sono le modalità di approccio per aiutare le difficoltà psichiche dell’adolescenze:

Terapia cognitivo-comportamentale: si concentra sulle connessioni tra i pensieri, il comportamento ed i sentimenti. Risulta efficace nel trattare i disturbi dell’umore, dell’ansia e dell’alimentazione.

Terapia familiare: coinvolge il paziente e la sua famiglia nel processo di aiuto. Si dimostra particolarmente utile per i disturbi del comportamento, in cui il coinvolgimento del gruppo familiare può aiutare a risolvere i fattori irrisolti e le disfunzioni della comunicazione intra familiare ed i problemi di invischiamento e di difficoltà a stabilire confini ben definiti nel nucleo familiare.

Terapia psicodinamica: si concentra sull’identificazione dei modelli di pensiero e comportamento inconsci. Si rivela utile nei disturbi di personalità-

Terapia psicoanalitica: si concentra essenzialmente sull’analisi dei conflitti interni e delle emozioni e pulsioni rimosse o latenti. Si rivela appropriata nei disturbi dell’umore e di personalità.

Da un punto di vista operativo sono inoltre di aiuto alcune tecniche di intervento come il Circle Time (usata principalmente in ambito scolastico ed usata per potenziare facoltà come la gestione dello stress, l’empatia, l’autostima, il lavoro di gruppo) , il Tutoraggio (che si basa sul ruolo guida e psicoeducativo di un mentore, utile non solo per contrastare problematiche espressive ma anche per potenziare ulteriormente abilità già presenti), il compagno adulto (il cui focus sta nell’assegnazione di un tutor “adulto” che può essere un insegnante, un genitore o altra figura di riferimento  che supporti e sostenga l’adolescente nel raggiungimento dei sui obiettivi scolastici, relazionali e educativi).

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