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Cos’è il PDP? 

Il PDP, Piano Didattico Personalizzato, è un documento di programmazione con cui la scuola definisce gli interventi che intende mettere in atto nei confronti degli alunni con esigenze didattiche particolari.

Per gli alunni con DSA, Disturbi Specifici di Apprendimento, il PDP è obbligatorio, infatti il consiglio di classe predispone il Piano Didattico Personalizzato entro il primo trimestre scolastico e dovrà contenere:

  1. Dati anagrafici
  2. Tipologia del disturbo
  3. Attività didattiche individualizzate
  4. Attività didattiche personalizzate
  5. Strumenti compensativi
  6. Misure dispensative
  7. Forme di verifica e valutazione personalizzata

La stesura del PDP può richiedere anche il contributo esterno di esperti, mentre fondamentale è la partecipazione della famiglia dell’alunno (che consegna alla scuola i certificati, le diagnosi e le relazioni cliniche, di cui il PDP deve tenere conto); dell’alunno (solo nei casi che lo richiedono e di solito si tratta di studenti della scuola secondaria di secondo grado); del Dirigente Scolastico (che firmerà il documento del PDP finale).

LINEE GUIDA E LEGGE 170, 2010

Il Decreto Ministeriale 5669 del 2011 stabilisce che la scuola garantisce gli interventi per gli studenti con DSA “anche attraverso la redazione di un Piano didattico personalizzato, con l’indicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate”.

Le Linee Guida 2011 (parte del Decreto Ministeriale 5669) “per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento” forniscono le indicazioni fondamentali “per realizzare interventi didattici individualizzati e personalizzati, nonché per utilizzare gli strumenti compensativi e per applicare le misure dispensative” che vanno quindi indicati nel PDP.

La legge 8 ottobre 2010, n. 170, riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), assegnando al sistema nazionale di istruzione e agli atenei il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché alunni e studenti con DSA possano raggiungere il successo formativo.

Cosa sono gli strumenti compensativi per gli alunni con DSA?

Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria: 

  1. la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;
  2. il registratore, che consente all’alunno di non scrivere gli appunti della lezione;
  3. i programmi di video scrittura con correttore ortografico, che permettono la produzione di testi corretti senza l’affaticamento e la correzione degli errori;
  4. la calcolatrice, che facilita le operazioni di calcolo;

Quali sono le misure dispensative per gli alunni con DSA?

Le misure dispensative sono invece interventi che consentono all’alunno o allo studente di non svolgere alcune prestazioni che risultano particolarmente difficoltose, per esempio le interrogazioni programmate, l’uso del vocabolario, tempi più lunghi per le verifiche. 

A CHI RIVOLGERSI? 

La diagnosi e i trattamenti dei DSA vengono effettuati da un’équipe multidisciplinare composta da: neurologo/neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista, pedagogista clinico.
La diagnosi è effettuata in seguito alla segnalazione degli insegnanti o all’individuazione, da parte dei genitori, degli indicatori di rischio.

È necessario verificare il livello di apprendimento raggiunto nelle principali aree dell’apprendimento scolastico. Se si rileva un ritardo o un disturbo è opportuno valutare le condizioni delle abilità cognitive ed emotivo–relazionali per comprenderne la natura e gli effetti; si indagano le funzioni o le abilità cognitive (percezione uditiva e visiva, abilità visuo-spaziali, memoria, linguaggio, attenzione);

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