Logopedista chi è, e quali sono i suoi compiti.

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Ansia nei bambini come riconoscerla e come aiutarli a superarla?
Gennaio 10, 2020
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Logopedista chi è, e quali sono i suoi compiti.

Logopedia:

La logopedia è una branca della disciplina sanitaria, l’ambito d’intervento riguarda: disturbi dell’apprendimento, di memoria, del linguaggio ed altri disturbi legati a queste aree.

Il Logopedista è un professionista sanitario che lavora in equipe con altre figure come lo Psicologo, Neuropsichiatra Infantile. Svolge attività di diagnosi, prevenzione, trattamento abilitativo e riabilitativo nell’ambito dei disturbi dell’area linguistica, della comunicazione sia verbale che scritta, delle problematiche di apprendimento, dell’utilizzo della voce, della deglutizione, disfonie legate anche a problemi organici come per es: reflusso gastroesofageo, disturbi della parola, dell’articolazione delle frasi e dei suoni, disturbi del calcolo ( Discalculia) e di lettura (Dislessia).

Il trattamento riabilitativo è rivolto a bambini, adulti e anziani.

Quando rivolgersi al Logopedista?

Partendo da un presupposto importante, lo sviluppo del linguaggio non avviene per tutti allo stesso modo e nella stessa fascia di età, il linguaggio si può sviluppare dai 7 mesi ai 4 anni di età circa.

Bisogna rivolgersi allo specialista quando nel bambino si notano:

  • difficoltà di comprensione del linguaggio
  • il vocabolario è scarso
  • mancano combinazioni di parole
  • il numero dei suoni e delle parole è limitato
  • la comunicazione è fallimentare nella costruzione delle frasi
  • è difficile ottenere la sua attenzione ( non risponde al richiamo )

Come opera Centro Psiche Balduina?

Nel nostro Centro i Logopedisti lavorano in equipe con Neuropsichiatri Infantili, Psicologi, e la presa in carico avviene tramite un primo colloquio conoscitivo, laddove sia possibile in assenza del minore, questo per dare la possibilità ai genitori di interfacciarsi con il clinico con più serenità nell’esporre l’ eventuale problematica.

Durante il colloquio vengono raccolte, con l’utilizzo di schede Anamnestiche, informazioni che indagano sia l’Area dello Sviluppo Psicomotorio, Linguistico e Comunicativo, e vengono analizzati i comportamenti comunicativi tra genitore e bambino.

Il caso viene analizzato e discusso in una riunione di equipe, solo successivamente ci sarà la presa in carico logopedica con coinvolgimento della famiglia. Laddove si ritenesse necessario può esserci anche la presa in carico indiretta che coinvolge solo i genitori aiutandoli a comprendere bene il problema, l’acquisizione di precise strategie psico-educative indicate dallo specialista.

La collaborazione attiva dei genitori in questa fase è di fondamentale importanza per il processo riabilitativo del bambino.

Il logopedista è coinvolto in prima persona nei processi decisionali e nell’applicazione dei test specifici, il trattamento che seguirà sarà pianificato in modo personalizzato in base alle valutazioni fatte all’inizio del percorso riabilitativo e rispettando i tempi ed esigenze di ogni bambino e familiare.

La terapia può durare settimane o mesi ed essendo un percorso continuo può prevedere una o due sedute a settimana della durata di un’ora ciascuna.

I tempi di riabilitazione dipendono da diversi fattori quali: la gravità del disturbo diagnosticato, le difficoltà individuali di ogni paziente e da tutta la rete sia intra ed extra familiare (scuola, palestra, amici) di sostegno che riceve il bambino.


5 Comments

  1. Silvia ha detto:

    Articolo interessante.
    Ma un ragazzo di 15 anni che gioca a livello pro come faccio a riportarlo alla ragione?
    Troppo grande per ,
    Mettergli una limitazione interna al video gioco; troppo forte nella sua giovane età per accettare consigli.
    Forse non è positivo neppure andare alla guerra. Che fare per farlo uscire

    • Centro Psiche ha detto:

      Cara Silvia,

      come sempre accade in questi casi, sarebbe necessario valutare la situazione specifica per poter essere più efficaci nell’intervento da mettere in atto, ma proverò comunque a rispondere per sommi capi.
      Quella che Lei riporta è una situazione tanto frequente quanto ingarbugliata, poichè ci si trova di fronte dei ragazzi la cui età non consente nè interventi normativi (adatti per bambini) nè interventi basati sul buon senso (adatti agli adulti).
      Cosa fare allora ?
      Poichè il problema sembra essere nel mezzo, anche la soluzione potrebbe essere a metà strada.
      Ogni ragazzo moderno, sebbene tutto faccia pensare il contrario, ha gli stessi bisogni di un ragazzo di 10, 20 o 50 anni fa. Ha la necessità di sentirsi protetto, amato, ma allo stesso tempo guidato e limitato. Una idea per tentare di riassumere tutte queste azioni potrebbe essere, in primo luogo, mostrare un interesse sincero per ciò che fa Suo figlio con il PC o con i videogiochi. Questo “interesse strategico” permetterà al ragazzo di sentirsi capito, migliorando al contempo la vostra relazione ed aprendo la strada alla prossima mossa. Ovvero, una limitazione, delle regole da seguire, degli orari prestabiliti senza la possibilità di trasgredire, a costo di infastidirlo. Sebbene ogni ragazzo si ribelli alle regole genitoriali, il paradosso vuole che ne abbiano proprio un gran bisogno. E, una madre che capisce ed apprezza cosa sta facendo suo figlio, avrà più chance per imporgli delle regole non sembrando necessariamente un cerbero insensibile.
      Spero di aver fornito degli spunti, ad ogni modo ci contatti per poter valutare meglio il suo caso e provare a fornirvi un aiuto più dettagliato.
      Un caro saluto,

      Dott. Dario Coderoni
      Centro Psiche Balduina

  2. Maria Grazia ha detto:

    Salve, sono la mamma di una bambina di 8 anni che a causa del cosiddetto e dei conseguenti divieti di non frequentare i nonni, non andare a casa dei compagnetti ecc. è diventata dipendente dai giochi sullo smartphone. Come riuscire ad affrontare il problema? Abbiamo stabilito le regole ma non le vuole rispettare.

    • Centro Psiche ha detto:

      Buonasera,
      sebbene in molti casi possa sembrare impossibile stabilire delle regole e farle rispettare, occorre prestare attenzione al tipo di regole imposte, a come vengono comunicate ed alla (difficile) tentazione di mantenere o meno una regola o una punizione. Servirebbe capire meglio il suo caso specifico, per poterla aiutare con sua figlia. Ci contatti pure per prendere un appuntamento nel nostro studio.
      Cordiali saluti,

      Dott. Dario Coderoni
      Centro Psiche Balduina

  3. Fabio Ventura ha detto:

    Mi piace tantissimo ben ten
    E vorrei tanto partecipare a questo concorso
    Ma mi piace molto la PlayStation 5 e vorrei giocare a calcio

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